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Diffusione della Rinosinusite

La rinosinusite colpisce circa l’8% della popolazione italiana

8%

Raggiunge il 15%-16% negli USA e nei Paesi del nord Europa

16%

Cos'è la Rinosinusite?

Chi soffre di rinosinusite, fino ad oggi era destinato a conviverci per anni, in quanto, se non curata efficacemente, rischia di cronicizzarsi in maniera quasi irreversibile e provocare continue riacutizzazione più o meno intense nel corso dell’anno, in particolare nei mesi autunno-invernali.

La rinosinusite è una infiammazione superficiale della mucosa respiratoria, che interessa non solo il naso, ma anche gli altri distretti dell’apparato respiratorio superiore, quali:

  • cavità nasali
  • osti dei seni paranasali (canaletti che collegano le fosse nasali ai seni paranasali)
  • seni paranasali (cavità presenti nelle ossa del cranio, localizzate sopra le mascelle, intorno agli occhi ai lati del naso, al ridosso delle sopracciglia e al centro del cranio).
https://www.neviabiotech.it/site/wp-content/uploads/2019/11/rinosinusite-1-1000x300.jpg

L’infiammazione può derivare da uno o più dei seguenti fattori:

      • un banalissimo raffreddore che si protrae per più di 5-7 giorni, determinato da una infezione causata da virus, funghi e/o batteri patogeni - RINOSINUSITE INFETTIVA
      • un’allergia respiratoria di fondo, causata dall’esposizione a particolari tipi di allergeni (pollini, acari, sostanze chimiche ecc.) - RINOSINUSITE ALLERGICA
      • la presenza di una rinite non allergica cellulo-mediata, causata dalla disfunzione di alcune cellule rinvenibili nella mucosa respiratoria quali: mastcellule, eosinofili e neutrofili). A seconda delle cellule interessate dalla disfunzione, si distinguono le seguenti patologie cellulari: NARES, NARNE, NARMA E NARESMA. - RINOSINUSITE NON ALLERGICA CELLULO-MEDIATA

    Quanto più l’infiammazione si estende oltre le fosse nasali, maggiore è la possibilità della evidenza della sintomatologia tipica della rinosinusite.

Quali sono i segni e sintomi della Rinosinusite?

Prima di tutto c’è da evidenziare che i sintomi e i segni della rinosinusite possono variare a seconda della eziologia, ovvero del fattore o dei fattori che l’hanno provocata.

  • scolo di muco dal naso di colore giallo o verdastro, oppure lo si trova sul fazzoletto quando ci si soffia il naso
  • dolore facciale in uno o più punti (sopra le mascelle, intorno agli occhi ai lati del naso, alla fronte sopra le arcate sopraccigliari, nella parte posteriore del cranio)
  • sensazione di non sentire gli odori
  • sanguinamento dal naso
  • muco che scende in gola
  • sintomi in una sola narice del naso (ostruzione nasale, presenza di muco purulento, sanguinamento)
  • scolo di muco dal naso di colore trasparente quasi come l'acqua, indistintamente da entrambe le narici
  • starnuti frequenti anche senza la fuoriuscita di muco dal naso
  • prurito al naso
  • dolore facciale in uno o più punti (sopra le mascelle, intorno agli occhi ai lati del naso, alla fronte sopra le arcate sopraccigliari, nella parte posteriore del cranio)
  • congiuntivite con occhi rossi o che prudono
  • scolo di muco dal naso di colore trasparente quasi come l'acqua, indistintamente da entrambe le narici
  • starnuti frequenti anche senza la fuoriuscita di muco dal naso
  • prurito al naso
  • dolore facciale in uno o più punti (sopra le mascelle, intorno agli occhi ai lati del naso, alla fronte sopra le arcate sopraccigliari, nella parte posteriore del cranio)
  • congiuntivite con occhi rossi o che prudono

In tutti i casi possono essere presenti, oltre ai sintomi sopra indicati, anche: fotofobia, difficoltà di concentrazione e malessere generale. Nelle rinosinusiti infettive, i medesimi sintomi possono essere accompagnati da febbre.

In presenza di Rinosinusite...

Al riguardo c’è un mito da sfatare ossia che il dolore derivi dalla infiammazione della mucosa respiratoria.
In realtà, il dolore che si percepisce in presenza di rinosinusite è un’algia cranio-facciale ossia un dolore neuropatico: in altre parole, il dolore derivante dalla infiammazione (stimolazione) dei nervi cranio-facciali.
In sostanza cosa avviene?
È semplicissimo! Quando l’infiammazione si estende oltre le cavità nasali (dopo circa 5-7 giorni da quello che possiamo classificare un comune raffreddore), la stessa infiammazione inizia ad interessare anche la mucosa che riveste gli osti dei seni paranasali (piccoli canaletti del diametro di 1-2 mm che collegano le fosse nasali ai seni paranasali).
Quando s’infiamma la mucosa, questa aumenta di volume: poiché gli osti sono molto stretti, si determina il restringimento del loro lume interno fino ad occludersi.

Quando si occlude l’ostio di un seno paranasale, si alterano due funzioni importantissime di quest’ultimo ovvero: l’arresto del flusso del muco dai seni paranasali verso le cavità del naso (quindi verso l’esterno) e, soprattutto, l’impedimento del transito dell’ossigeno dal naso verso i seni paranasali. L’arresto del transito dell’ossigeno nei seni paranasali, infatti, determina l’insorgenza del dolore neuropatico ovvero l’infiammazione dei nervi cranio-facciali. Quando si occlude un ostio, il seno paranasale ad esso collegato assume le sembianze di un palloncino pieno d’aria chiuso all'estremità. Le pareti del seno paranasale non sono impermeabili all'aria in quanto rivestite di una mucosa ciliata nella quale sono presenti vasi sanguigni: questi ultimi assorbiranno più o meno velocemente l’ossigeno intrappolato nel seno. Quando questo si sarà esaurito totalmente, all'interno del seno si creerà una depressione che produce una forza fisica che tende ad attrarre la mucosa verso il centro del seno paranasale, come se quest’ultima si volesse staccare dall'osso a cui è ancorata. Proprio quello che succede quando facciamo uscire con forza l’aria da un palloncino e le sue pareti tendono ad appiccicarsi l’una con l’altra.

Ovviamente, la mucosa non è costituita solamente da cellule ciliate, cellule mucipare, vasi sanguigni ecc., ma anche di fibre nervose collegate ai nervi cranio-facciali; pertanto, quando si verifica l’instaurarsi di una depressione ossia una pressione negativa dall'esterno verso l’interno, si determina una sollecitazione meccanica delle fibre nervose che si trasmette e riflette sui nervi cranio facciali e dai quali si origina il dolore.

Inoltre, se la situazione di completa ostruzione dell’ostio rimane inalterata, non appena l’ossigeno intrappolato si sarà esaurito del tutto, inizierà un nuovo processo destinato a far aumentare il dolore: la mucosa che riveste i seni paranasali inizierà a produrre una grande quantità di muco che evidentemente non potrà uscire dal seno paranasale interessato a causa dell’ostruzione dell’ostio; lo stesso muco, quindi, finirà per esercitare una pressione positiva contro la mucosa che riveste il seno (ovvero verso l’esterno), sollecitando maggiormente le fibre nervose e accentuando il dolore.

Nonostante quanto fin ora evidenziato riassuma una situazione disastrosa a livello clinico, i guai non sono ancora finiti: se la situazione dell’ostruzione dell’ostio dovesse protrarsi ancora a lungo, il muco che si è accumulato nel seno paranasale interessato, si infetterà a causa di alcuni batteri patogeni che riescono in vari modi ad entrare nel medesimo seno paranasale. Al dolore si sovrapporrà l’infezione e quindi la necessità di assumere grosse quantità di antibiotici.

Innanzitutto c’è da fare una distinzione in base al tipo di rinosinusite:

  • La rinosinusite infettiva diventa cronica quando all'interno di uno o più seni paranasali si accumula muco infetto per lungo tempo che non riesce ad essere evacuato e da questo si origina un’infiammazione che si protrae nel tempo
  • La rinosinusite allergica diventa cronica quando rimaniamo esposti ad una sostanza o un agente allergizzante per lungo tempo e non viene curata con farmaci adeguati
  • La rinosinusite non allergica cellulo-mediata (NARES, NARNE, NARMA E NARESMA) diventa cronica quando questa non viene diagnosticata e non viene curata tempestivamente con farmaci adeguati e specifici (allo stato non esistono prodotti farmaceutici altamente specifici per questa patologia)

In ogni caso, qualsiasi sia il tipo di rinosinusite, i fattori che portano alla cronicizzazione della patologia possono essere così riassunti:

    • Edema (ingrossamento) della mucosa rino-sinusale derivante dall'infiammazione protratta nel tempo
    • Rallentamento o addirittura arresto della mobilità e della motilità ciliare delle cellule ciliate
  • Cosa sono le ciglia delle cellule ciliate? La mucosa respiratoria è nient’altro che un rivestimento di tutto l’apparato respiratorio, quindi delle fosse nasali, degli osti e dei seni paranasali (questo per quanto riguarda le alte vie respiratorie). La mucosa è costituita sulla superficie esterna essenzialmente da due tipi di cellule: le cellule ciliate e le cellule mucipare. Le cellule ciliate sono provviste di ciglia ovvero di piccole appendici che hanno il compito principale di spostare il muco verso l’esterno, come delle vere e proprie spazzole. Se per qualsiasi motivo le ciglia non si muovono o non si possono muovere, il muco resta fermo nelle varie cavità dell’apparato respiratorio. Quando il muco non riesce ad essere evacuato all'esterno e resta fermo nelle cavità dell’apparato respiratorio, prima o poi s’infetta e produce infiammazione.
  • Cosa s’intende per mobilità ciliare? La mobilità ciliare rappresenta la possibilità di muoversi delle ciglia delle cellule ciliate. Il principale impedimento del loro movimento è rappresentato dalla presenza di una coltre di muco molto denso e grasso che letteralmente le intrappola e ne impedisce il movimento. Questo avviene quando il muco ristagna per molto tempo nella cavità dell’apparato respiratorio superiore perché non viene espulso tempestivamente.
  • Cosa s’intende per motilità ciliare? La motilità ciliare rappresenta la frequenza del movimento ciliare ossia la velocità del movimento delle ciglia. Normalmente le ciglia delle cellule ciliate si muovono per trasportare il muco verso l’esterno con una frequenza ben precisa (battito ciliare): questa frequenza si riduce drasticamente quando permane per molto tempo l’infiammazione della mucosa e il ristagno di muco-pus nelle cavità dell’apparato respiratorio superiore.

Come curarla...

La cura della rinosinusite non è affatto una cosa semplice per due motivi essenziali:

  • è necessario fare una diagnosi precisa della eziologia della rinosinusite ossia determinare con esattezza il fattore o i fattori che l’hanno provocata
  • in funzione della eziologia diagnosticata e dello stadio della patologia, stabilire la terapia più appropriata da praticare

Ovviamente, al fine di avere una precisa diagnosi, è necessario consultare un medico specialista otorinolaringoiatra e se necessario, consultare l’allergologo, il pneumologo ed eventualmente il citologo.
Nel caso di pazienti pediatrici, è opportuno consultare prima il pediatra e poi eventualmente i medici specialisti sopra indicati, purché questi ultimi abbiamo dimestichezza con i bambini, considerata la loro fragilità relazionale con il medico in generale.

Ciononostante, oggi è possibile eseguire un test per ottenere una indicazione sulla possibile diagnosi di una rinosinusite attraverso l’elaborazione di un algoritmo diagnostico messo a punto dai nostri ricercatori.

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Da quanto sopra evidenziato, a seconda della eziologia della rinosinusite, sarebbe necessario un prodotto specifico che agisca non solo sul sintomo, ma anche sulla causa della patologia, altrimenti si rischia di ottenere solamente una risoluzione dei sintomi più o meno efficace, ma di non trattare efficacemente la causa della medesima patologia.
Oggi in commercio esistono molti prodotti farmaceutici usati per curare le rinosinusiti che agiscono quasi sempre solo sui sintomi, fatta eccezione per gli antibiotici che agiscono sugli agenti patogeni responsabili della malattia qualora presenti. Ovviamente, questi ultimi agiscono solo sui batteri patogeni, quindi non sono assolutamente efficaci contro le infezioni virali (le quali rappresentano l’85% degli agenti eziologici delle rinosinusiti) e le infezioni fungine. Al riguardo si stima che solo il 5% delle rinosinusiti infettive sia di origine batterica. Ciononostante c’è da evidenziare che quasi sempre l’infezione batterica si sovrappone a quella virale, specialmente se quest’ultima non viene prontamente debellata.

Un prodotto specificatamente indicato nel trattamento delle rinosinusiti, qualsiasi essa sia l’eziologia (la causa), dovrebbe agire simultaneamente sulle tre caratterizzazioni cliniche delle rinosinusiti, ovvero:

  • l’edema della mucosa rino-sinusale dovuta all’infiammazione
  • il rallentamento o addirittura l’arresto della mobilità e della motilità ciliare (unico mezzo attraverso il quale il muco può essere evacuato da tutto il distretto rino-sinusale ossia dal naso fino ai seni paranasali. Il muco non può defluire senza l’azione delle ciglia delle cellule ciliate)
  • l’accumulo di secrezioni muco-purulente nel distretto rino-sinusale e nelle tube uditive, qualora presente

Oggi, esiste in commercio un prodotto specifico per le rinosinusiti caratterizzate proprio da tutte e tre le manifestazioni cliniche sopra indicate.

Questo prodotto, messo a punto e brevettato da alcuni ricercatori italiani, nonché testato con vari studi clinici di rilievo nazionale e internazionale, è commercializzato col marchio Sinuclean.

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Allo stato, nessuno dei prodotti in commercio riesce a trattare simultaneamente le tre caratterizzazioni cliniche patologie sopra evidenziate.
Di seguito una tabella che riassume le caratteristiche e benefici dei prodotti farmaceutici fino ad oggi più utilizzati per trattare le rinosinusiti.

CATEGORIA DI PRODOTTO
RIDUZIONE DELL’EDEMA DELLA MUCOSA
EVACUAZIONE DEL MUCO DAL DISTRETTO RINO-SINUSALE RIPRISTINO O STIMOLO DELLA MOBILITA’ E MOTILITA’ CILIARE NOTE
ANTIBIOTICI NO NO NO Agiscono solamente sui batteri patogeni, non sui virus e funghi. Non riescono a penetrare all’interno dei seni paranasali, quindi non sono efficaci per debellare l’infezione nel muco.
CORTISONICI Si (in maniera indiretta) No No(viceversa la deprimono) I cortisonici, agiscono solamente sull’infiammazione riducendola, ma non sull’edema della mucosa (gonfiore). La riduzione dell’edema avviene fisiologicamente dopo vari giorni di trattamento. Nel contempo non esplicano nessuna azione sulla fluidificazione e la defluizione del muco. Rallentano la motilità ciliare, unico sistema per far defluire il muco verso l’esterno.
MUCOLITICI No Si (solo dalle fosse nasali, no dagli osti e seni paranasali Si (solo della mobilità ciliare e solo nelle fosse nasali, nessuna azione sulla motilità ciliare) Fluidificare il muco, non sempre significa evacuarlo, in quanto, non agendo sull’edema, gli osti rimangono chiusi. Oltretutto, i mucolitici non riescono a penetrare nei seni paranasali.
DECONGESTIONANTI Si (solo per poche ore) No No Determinano la riduzione dell’edema della mucosa velocemente e la veloce scomparsa del dolore, ma solo per poco tempo (ore). Creano dipendenza e spesso producono l’effetto contrario a quello desiderato se utilizzati per lungo tempo.
SOLUZIONE SALINE IPERTONICHE Si (solo nelle fosse nasali, non nei seni paranasali e negli osti) Si (solo nelle fosse nasali, non nei seni paranasali e negli osti) Si (solo della mobilità ciliare e solo nelle fosse nasali, nessuna azione sulla motilità ciliare) E’ sicuramente un mezzo molto efficace nelle fosse nasali, ovvero fin dove riesce ad esplicare la sua azione. Ovviamente per nulla efficace nelle rinosinusiti che evidentemente interessano anche gli osti e i seni paranasali.
SOLUZIONE SALINE ISOTONICHE No No No Sono molto utili nella prevenzione per soggetti a rischio , utilizzate frequentemente in assenza di patologia, aiutano a mantenere pulita ed efficiente la mucosa.

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